Portale turistico ufficiale di Capalbio
Superficie – 108,60 kmq.
Altitudine del capoluogo – 217 m s.l.m.
Abitanti – 3.912
Monumenti – Mura castellane, chiesa del '300, chiesa della Provvidenza (affresco di scuola del perugino)
Festività – 2° domenica di settembre e 20 maggio (S.Bernardino).
Frazioni e località – Capalbio scalo, Borgo Carige, Chiarone, La Torba, Pescia Fiorentina, Vallerana
Bisogna andare da Grosseto sull'Aurelia fin oltre Orbetello, e poi imboccare sulla sinistra una strada asfaltata che si fa largo fra colline ricoperte ancora di una folta macchia: quando è trascorsa un’oretta di auto, procedendo di andatura onesta, si arriva a Capalbio. Laconica, ma in neretto, la notizia che apparve sui quotidiani in cronaca locale. “Sulla Gazzetta Ufficiale del 1° settembre 1960, è sancita l’erezione di Capalbio a capoluogo del Comune omonimo”. Chi ne ha fatto le spese, è stato il territorio di Orbetello, ma era un fatto inevitabile. In effetti, il nostro paese è fra i più periferici della provincia e provvede largamente a se stesso: un po’ per la modesta densità di popolazione, un po’ per la fiorente agricoltura. Alle risorse agricole, si unisce poi la presenza di una riserva di caccia molto estesa, che venne istituita, ormai diversi anni fa, dall’Ente Turismo di Grosseto.
Si tratta quasi di un piccolo parco di flora e fauna maremmana: cinghiali e lepri, caprioli e fagiani, roditori e insettivori diversi, in un ambiente floristico tipicamente mediterraneo, non vi fanno mai difetto.
Il Paese
Il villaggio vero e proprio non è che un antico castello, provvisto ancora di spalti con feritoie, di piccole ma severe abitazioni con bifore in pietra. Una chiesetta di stile romanico, reca alle pareti diversi affreschi restaurati; una torre, per disegno e costruzione, ricorda un angolo di Arcidosso. Nelle mura quattrocentesche si conservano bene stemmi dell’epoca, e targhe medicee del Seicento. Tutto intorno al paese, che sorge secondo il solito schema medioevale al di sopra di un cucuzzolo, è un terreno collinare, ferrettizzato e calcareo, dove allignano bene ulivi e lentisco, volpi ed altri animali da preda.
Non fosse che per il suo aspetto, simile a quello di pochi altri villaggi toscani, Capalbio meritava dunque un trattamento di riguardo anche dal punto di vista amministrativo.
Parzialmente, sotto l’incalzare dell’appoderamento, delle bonifiche e delle altre forme di intensificazione dell’agricoltura, il paesaggio va un po’ modificandosi: ma c’è da giurare che anche fra un secolo gli stessi boschi che videro intenti alla caccia gli Orsini,
armati di frecce e di picche, vedranno gli altri uomini tendere agguati al cinghiale, provvisti magari di pistole al plutonio e a raggi cosmici.






