Menu:

Latest news:

FEED RSS:
New design and layout finished and uploaded to OSWD. Since it is my first contribution to this site, it has been given the title "andreas01".

Read more...

Benvenuto:

nel portale turistico del Comune di Capalbio. All' interno troverai indicazioni relative ai servizi, alle tradizioni, alla storia del paese e alle sue molteplici attività. Buona navigazione!

Links:

- Orari Treni
- Autobus
- Valid XHTML
- Valid CSS

Powered by:
Vulcano s.r.l.

Home > Capalbio.net - Storia

LA STORIA

Un assetto urbanistico tipico dei borghi medioevali

Il paese ha i connotati e presenta un assetto urbanistico tipico dei borghi medioevali. Il più antico documento che città Capalbio, è la bolla Leonino Carolingia con la quale Carlo Magno, donava il Castello dell'Abbazia delle Tre Fontane a Roma. Alcuni studiosi sostengono invece che il paese era abitato fin dalla più remota antichità, lo conferma anche il ritrovamento di tombe dell'età del bronzo e arcaiche. Dall'805 il paese ha seguito le vicende del patrimonio dell'Abbazia delle Tre Fontane.

Agli inizi del 1300 il Castello era sottoposto al dominio di una famiglia signorile locale che nel 1305 si alleò con gli orvietani contro gli Aldobrandeschi di santa Fiora e i Baschi di monte Merano. Venuta meno l'autorità politica degli orvietani, Capalbio fu concesso dagli Aldobrandeschi di Santa Fiora alla regione di Siena tra il 1339 e il 1345, ma cadde in seguito sotto il dominio degli Orsini.

Intorno al 1400 venne definitivamente conquistata dai senesi; da questo periodo risalgono i cimeli più interessanti ed artistici del paese. Nel 1555 le truppe spagnole conquistarono Capalbio e da questo momento, iniziò la decadenza economica e demografica del paese. La malaria rendeva inospitale la zona e gli spagnoli non la tolleravano dal punto di vista strategico militare perché poteva essere una roccaforte ai confini con lo Stato dei Presidi.

Il passaggio successivo del Granducato di Toscana dei Medici ai Lorena, segnò per Capalbio la perdita dell'autonomia amministrativa. In questo periodo di disastrosa situazione sociale, si aggiunse anche la piaga del banditismo che terrorizzava la Maremma. Ancora oggi si rammentano i nomi dei famosi briganti che spadroneggiavano nelle contrade trovando poi rifugio nelle macchie impenetrabili; uno di questi è Domenico Tiburzi che ha legato parte della sua storia a questo paese.